Salmone affumicato, quale scegliere e perché..

Ecco gli accorgimenti da seguire quando si ha di fronte una vasta scelta di prodotti, in questo caso il salmone affumicato, che molto spesso traggono in ”inganno” il consumatore.

Designer: Simone Parrottino ©

Sono sempre stata ossessionata dalla qualità della materia prima che mangio, perché questo ha un forte impatto per la salute. Basti pensare alla sola presenza di possibili contaminanti se il prodotto non sia stato lavorato con criterio e cura, o ai trattamenti termici/meccanici spinti che alterano le proprietà nutrizionali dell’alimento (in peggio ovviamente).

Dopo tanti anni di studi, ringrazio il mio percorso formativo che mi ha fornito gli strumenti più importanti: consapevolezza e capacità critica. Ma passiamo a noi, arrivando dritti al dunque.

Come riconosco un salmone affumicato di elevata qualità ?

Guardate l’etichetta, il biglietto da visita di ogni alimento e assicuratevi di questi aspetti:

  • Freschezza della materia prima: il salmone deve essere lavorato da fresco, non da congelato e l’etichetta lo specifica.
  • Tipologia di pesce: selvaggio o allevato ?
  • Quantità di sale: va bene fino a 3g/100g, non oltre.
  • Tipologia di affumicatura (naturale ? Con legno di faggio?)
  • Aspetto della fetta (Presenta parti scure ? Ha un bel colore ? è uniforme ? ecc.) 
  • Ingredienti in etichetta 
  • MSC: certificazione di pesca sostenibile

Perchè è bene adottare questi accorgimenti ?

  • Perchè la freschezza della materia prima non solo è migliore a livello qualitativo, anche dal punto di vista igienico-sanitario si incorre a un minor rischio microbiologico.
  • Il salmone selvaggio è più magro, ricco di carotenoidi (perchè il pesce si ciba di piccoli crostacei e alghe) e non contiene antibiotici. 
  • Sapete che già 3g di sale sarebbe la quota giornaliera oltre il quale non si dovrebbe andare ? Ecco perché vi dico: ‘’attenzione a come/dove lo inserite e in che quantità’’. Vi svelo un trucco, io lo metto a marinare un paio d’ore nel succo di arancia e nell’olio per eliminare un pò di sale. 
  • Perchè affumicatura naturale ? Cosa vuol dire ? Già di per se i composti che si sprigionano durante la fase di affumicatura non sono una toccasana per l’organismo, a maggior ragione se non eseguita con criterio o peggio se si tratta di affumicatura chimica (usano molecole sintetiche che conferiscono l’aroma ‘’affumicata’’).
  • Una fetta poco omogenea, con parti scure, grasso non è la parte migliore del salmone, può anche trattarsi di scarti che vengono ricomposti (sapore più forte e qualità nutrizionale meno elevata).
  • Assicuratevi che non vi siano altri ingredienti oltre il salmone e il sale. Se trovate lo zucchero guardate le quantità, ho messo questo proprio per farvi vedere quanto sia palesemente irrisoria < 0,5g (serve per gestire l’attività dell’acqua – Aw) 
  • Ed infine non meno importante, un gesto di riguardo verso l’ambiente, assicuratevi che i vostri prodotti siano sostenibili, rispettosi dell’ambiente. ”MSC” non è la compagnia di crociere per le vacanze, ma è l’acronimo Marine Stewardship Council, l’ente che garantisce la sostenibilità della pesca.   

Per ricette gustose con il salmone selvaggio ci vediamo su Instagram…

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