
Le patate essendo ricche di micronutrienti sono un alimento prezioso per la nostra salute, però non sempre vengono consumate in modo corretto. La strategia nutrizionale si basa sul mitigare l’assimilazione degli zuccheri. Difatti, le patate sono ricche di amido, i cui granuli se eccessivamente destrutturati (es. patata stracotta consumata calda) vengono facilmente aggrediti dalle amilasi (enzimi digestivi) che liberano una certa quota di glucosio post-prandiale, determinando una aumentata secrezione di insulina da parte del pancreas. Per questo è bene, con i corretti accorgimenti mitigare l’assorbimento del glucosio così da stabilizzare la curva glicemica.
Vi ricordo che questi up e down insulinici al nostro organismo non piacciono e a lungo andare si rivelano dannosi per la salute.
Cosa fare ?

Esistono inoltre modalità di cottura migliori di altre che impattano sull’indice glicemico delle patate, quali ?

Riassumendo:
- Seleziono una varietà di patate che preveda la presenza di composti bioattivi con azione antiossidante come quelle a buccia rossa, viola o quelle americane.
- Scelgo la modalità di preparazione migliore per non peggiorare il loro indice glicemico… e quindi cotte in acqua bollente con la buccia a fuoco moderato, e poi lasciate raffreddare (sempre per via del “solito” processo di retrogradazione dell’amido). Invece per migliorare il carico glicemico modero le quantità, e le accompagno in modo corretto con fibre, grassi buoni, proteine e alimenti ad ‘’azione digestiva’’ (zenzero, verdure amare ecc.). Le patate fritte (studiate e inserite nella mia dieta grazie a Sara Farnetti) hanno l’indice glicemico migliore, tra le varie modalità di cottura.
- Infine, le mangio con tanto amore perché oltre a essere buone, sono ricche di minerali e mettono di buon umore. A tavola sono il mio antistress preferito!
