Mandorle attivate, come trarre tutti i benefici da questo super alimento

Le mandorle sono il superfood per eccellenza, ma non tutti ne conoscono il ”lato oscuro” .

Io amo le mandorle, da ormai 6 anni sono il mio spuntino preferito. Ne mangio 30 g al giorno, preferibilmente crude e al naturale, ogni tanto anche tostate (raramente salate). Sono uno snack buono, pratico e amico della linea perchè saziano e conferisco energia. Insomma, cosa vorremmo di più? sono quasi perfette oserei dire.

In queste righe però non voglio parlare dei benefici annessi al profilo nutrizionale delle mandorle (ormai sentiti e risentiti) , ma voglio raccontarvi come le consumo da quasi due anni. Il merito di questa scoperta va alla mia professoressa di alimenti funzionali e al suo corso opzionale interamente dedicato alla frutta secca.

L’acido fitico, un antinutriente da eliminare

Cosa sono ”queste mandorle attivate” ? Perché attivate ? Per rispondere alla domanda dovete prima sapere che la cuticola di questo seme oleoso contiene una sostanza antinutriente, così definita perché inibisce l’assorbimento e l’utilizzo degli altri nutrienti, in più rallenta la digestione. Si tratta dell’acido fitico.

Come si può eliminare questo fattore antinutrizionale ? La soluzione più semplice sarebbe quella di mangiare le mandorle senza buccia, però così andrebbe persa una buona quota di fibra e polifenoli (sostanze antiossidanti). Come si risolviamo il problema ? con la pratica dell’ammollo.

L’ammollo in acqua 12 ore, elimina definitivamente la presenza dell’acido fitico, conferendo il lascia passare a minerali e vitamine che altrimenti non verrebbero assorbiti.

Che vantaggi si traggono dall’ammollo?

Migliora complessivamente il profilo nutrizionale del nostro alimento, ne assumiamo tutti i micronutrienti essenziali e diventa anche più digestivo. Io solitamente alterno a questo metodo di consumo, quello ”normale” perché non sempre ho il tempo per prepararle.

Passaggi da eseguire per l’attivazione:

Mettere le mandorle in un contenitore pieno d’acqua per dodici ore, sciacquandole di tanto in tanto. Passato il tempo utile, scolare e asciugare a 42 °C (consiglio il forno o comunque un metodo che permetta di tenere sotto controllo la temperatura e l’umidità).

Altro consiglio, non meno importante, l’origine delle mandorle: preferite quelle italiane o comunque di qualità certificata (leggere sempre bene l’etichetta di quello che mettiamo in dispensa).

In questa foto le ho pelate e tostate leggermente!

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